aggiornamento

30 gennaio 2010

FINALITA'
 

Strategia di fondo per il perseguimento delle finalità ultime, costituite dell’assicurare a ciascun minore, al limite del possibile, la crescita e lo sviluppo integrale, armonico, della sua personalità, in linea con le sue potenzialità attitudinali e, possibilmente, in risposta alle sue inclinazioni ed attese, sarà la cura delle "relazioni", intese come legami emotivo – affettivi spontanei, stabili perché motivati e gratificanti, dinamici perché fattivi e collaborativi, solidali, cura che si svolgerà con coerenza e pregnanza affettiva dall’ingresso del minore nella Casa e quindi dall’ «accoglienza» – non più intesa come mero momento d’incontro iniziale, fatto di convenevoli benevoli quanto fittizi, oltretutto aridamente rituali, ma come stile costante e convinto di relazione, come abito profondamente maturato volto a rendere "l’altro", l’ospite, assolutamente certo  della sua piena cordiale accettazione, della sua stima e del suo rispetto – allo svolgimento sereno ed ordinato dei rapporti, sino alla loro positiva conclusione, col ritorno del minore in seno alla famiglia d’origine, o col suo inserimento attivo in contesti sociali che ne apprezzino e ne valorizzino le sue qualità professionali ed umane. Riteniamo che solo in questo modo, attraverso il ruolo positivo interattivo della relazione personale si possono affrontare con successo tutte le diverse problematiche che ciascun soggetto presenta.

 

Per quanto appena detto, le finalità che la Casa Famiglia "Don Bosco" si assegna sono:

 

1) accoglienza e sostentamento del minore, quotidianamente e per tutta la durata della sua permanenza nella Casa Famiglia, con soddisfazione dei suoi fondamentali bisogni alimentari, di igiene della persona e dell’ambiente di vita, dell’abbigliamento, della salubrità del luogo, della disponibilità di spazio, della possibilità di pratica di attività ludiche e sportive in maniera programmata, anche in ambienti esterni, come la vicina area comunale destinata alle attività agonistico – sportive;

 

2) cura ottimale della sua istruzione e della sua formazione, della sua igiene fisica, psicologica ed alimentare, tutelando e stimolando nella misura e nelle forme adeguate, scientificamente corretto, il suo sviluppo psico-fisico e affettivo, ampliando e lasciando svolgere, in maniera spontanea ma responsabile, le sue relazioni affettive e sociali, preservando da situazioni di pericolo la sua incolumità;

 

3) prevenzione di ogni situazione od occasione che possa, prevedibilmente, comportare momenti di acquisizione del disagio relazionale, e predisposizione di ambienti, situazioni ed attività che valgano invece a ridurlo se non proprio ad eliminarlo, inserendo gradualmente e motivatamente il minore nel contesto sociale più ampio con utilizzazione di situazioni e risorse che favoriscano manifestamente tale processo.

 

4) cura, mediante la frequenza scolastica o di corsi regionali o di esperienze programmate di apprendistato presso aziende locali (in prevalenza artigianali), dello sviluppo delle capacità intellettuali e pratiche a fini lavorativi e di preparazione all’inserimento attivo e competente nel mondo del lavoro;

 

5) studio e pratica di ogni iniziativa che valga, laddove se ne determinino le condizioni, secondo la valutazione delle autorità competenti, a favorire il reinserimento del minore nel nucleo familiare d’origine.

Di conseguenza, suoi obiettivi a medio ed a lungo termine saranno:

- La conoscenza, secondo modalità scientifiche e con totale salvaguardia della sensibilità e della privacy del minore e della sua famiglia, della “ storia “ e del vissuto del minore, per poter disporre un progetto di crescita il più confacente ai suoi bisogni emotivo – affettivi e di relazione sociale;

 

- valorizzazione del suo patrimonio cognitivo, posseduto al momento del suo ingrasso nella Casa,  delle sue risorse psicofisiche e delle abilità personali, punto di partenza per qualsiasi progetto di integrazione, di formazione e di sviluppo;

 

- stimolazione e cura dei processi di crescita dell’identità, dell’autostima e della fiducia nelle proprie qualità e risorse, della capacità di proposta e di iniziativa autonoma, del senso dell’appartenenza e della solidarietà, della motivazione alla partecipazione collaborativi responsabile e solidale;

 

- cura del processo di interiorizzazione razionale e quindi convinta delle fondamentali regole di convivenza civile e della necessità della loro tutela;

 

- cura della crescita del senso autentico del riconoscimento e del rispetto dell’altro;

-  laddove ne ricorrono l’occasione e l’opportunità, aiuto alle famiglie in difficoltà per renderle capaci di gestire in modo autonomo le difficoltà e i problemi che si presentano nell’educazione dei figli;

 

- cura della crescita sul territorio della conoscenza e della sensibilizzazione su affido e adozione.

 

Questi obiettivi di più lunga gittata saranno poi scanditi in sequenze più circostanziate e circoscritte, con indicazione dei tempi e degli indicatori e dei parametri di valutazione, al fine di stabilire con sufficiente adeguatezza se ed in che misura gli obiettivi prefissati sono stati conseguiti e se  l’itinerario di crescita e di formazione programmato viene rispettato e conseguito.

 

La verifica, ovviamente, avrà anche una sintesi valutativa che, sulla scorta dei dati forniti dalle singole rilevazioni, potrà dire se la crescita della personalità del minore in atto guadagna in atteggiamenti di fiducia in se stesso, in capacità di autonomia, di responsabilità, di relazione produttiva, in comportamenti che testimoniano riconquista o conquista di equilibri personali e relazionali sconvolti dalle vicende traumatiche attraversate, se ed in che misura si delinea la possibilità di rapporti ricostruiti su nuove basi con i genitori o altre importanti figure parentali, in collaborazione con i Servizi sociali. Nel caso una verifica di tal genere concluda in maniera assolutamente positiva, si potrà decidere:

 

- l’opportunità di un definitivo rientro del minore in seno al nucleo familiare d’origine, accertato che esso costituisce ormai un contesto sicuro per l’ulteriore sua crescita;

- oppure, in caso diverso, debba percorrersi la strada dell’l’affido familiare o dell’adozione, previa debita preparazione sia del minore che della famiglia che desideri e si sia resa concretamente disponibile  all’affidamento o all’adozione. 

 

 

© Cooperativa Sociale Smeraldo 2009 - WebMaster dr. Vincenzo Spina