|
Strategia di fondo per
il perseguimento delle finalità ultime, costituite dell’assicurare a
ciascun minore, al limite del possibile, la crescita e lo sviluppo
integrale, armonico, della sua personalità, in linea con le sue
potenzialità attitudinali e, possibilmente, in risposta alle sue
inclinazioni ed attese, sarà la cura delle "relazioni", intese come
legami emotivo – affettivi spontanei, stabili perché motivati e
gratificanti, dinamici perché fattivi e collaborativi, solidali, cura
che si svolgerà con coerenza e pregnanza affettiva dall’ingresso del
minore nella Casa e quindi dall’ «accoglienza» – non più intesa come
mero momento d’incontro iniziale, fatto di convenevoli benevoli quanto
fittizi, oltretutto aridamente rituali, ma come stile costante e
convinto di relazione, come abito profondamente maturato volto a rendere
"l’altro", l’ospite, assolutamente certo della sua piena cordiale
accettazione, della sua stima e del suo rispetto – allo svolgimento
sereno ed ordinato dei rapporti, sino alla loro positiva conclusione,
col ritorno del minore in seno alla famiglia d’origine, o col suo
inserimento attivo in contesti sociali che ne apprezzino e ne
valorizzino le sue qualità professionali ed umane. Riteniamo che solo in
questo modo, attraverso il ruolo positivo interattivo della relazione
personale si possono affrontare con successo tutte le diverse
problematiche che ciascun soggetto presenta.
Per quanto appena
detto, le finalità che la Casa Famiglia "Don Bosco" si assegna sono:
1) accoglienza e
sostentamento del minore, quotidianamente e per tutta la durata della
sua permanenza nella Casa Famiglia, con soddisfazione dei suoi
fondamentali bisogni alimentari, di igiene della persona e dell’ambiente
di vita, dell’abbigliamento, della salubrità del luogo, della
disponibilità di spazio, della possibilità di pratica di attività
ludiche e sportive in maniera programmata, anche in ambienti esterni,
come la vicina area comunale destinata alle attività agonistico –
sportive;
2) cura ottimale della
sua istruzione e della sua formazione, della sua igiene fisica,
psicologica ed alimentare, tutelando e stimolando nella misura e nelle
forme adeguate, scientificamente corretto, il suo sviluppo psico-fisico
e affettivo, ampliando e lasciando svolgere, in maniera spontanea ma
responsabile, le sue relazioni affettive e sociali, preservando da
situazioni di pericolo la sua incolumità;
3) prevenzione di ogni
situazione od occasione che possa, prevedibilmente, comportare momenti
di acquisizione del disagio relazionale, e predisposizione di ambienti,
situazioni ed attività che valgano invece a ridurlo se non proprio ad
eliminarlo, inserendo gradualmente e motivatamente il minore nel
contesto sociale più ampio con utilizzazione di situazioni e risorse che
favoriscano manifestamente tale processo.
4) cura, mediante la
frequenza scolastica o di corsi regionali o di esperienze programmate di
apprendistato presso aziende locali (in prevalenza artigianali), dello
sviluppo delle capacità intellettuali e pratiche a fini lavorativi e di
preparazione all’inserimento attivo e competente nel mondo del lavoro;
5) studio e pratica di
ogni iniziativa che valga, laddove se ne determinino le condizioni,
secondo la valutazione delle autorità competenti, a favorire il
reinserimento del minore nel nucleo familiare d’origine.
Di conseguenza, suoi
obiettivi a medio ed a lungo termine saranno:
- La conoscenza,
secondo modalità scientifiche e con totale salvaguardia della
sensibilità e della privacy del minore e della sua famiglia, della “
storia “ e del vissuto del minore, per poter disporre un progetto di
crescita il più confacente ai suoi bisogni emotivo – affettivi e di
relazione sociale;
- valorizzazione del
suo patrimonio cognitivo, posseduto al momento del suo ingrasso nella
Casa, delle sue risorse psicofisiche e delle abilità personali, punto
di partenza per qualsiasi progetto di integrazione, di formazione e di
sviluppo;
- stimolazione e cura
dei processi di crescita dell’identità, dell’autostima e della fiducia
nelle proprie qualità e risorse, della capacità di proposta e di
iniziativa autonoma, del senso dell’appartenenza e della solidarietà,
della motivazione alla partecipazione collaborativi responsabile e
solidale;
- cura del processo di
interiorizzazione razionale e quindi convinta delle fondamentali regole
di convivenza civile e della necessità della loro tutela;
- cura della crescita
del senso autentico del riconoscimento e del rispetto dell’altro;
- laddove ne
ricorrono l’occasione e l’opportunità, aiuto alle famiglie in difficoltà
per renderle capaci di gestire in modo autonomo le difficoltà e i
problemi che si presentano nell’educazione dei figli;
- cura della crescita
sul territorio della conoscenza e della sensibilizzazione su affido e
adozione.
Questi obiettivi di
più lunga gittata saranno poi scanditi in sequenze più circostanziate e
circoscritte, con indicazione dei tempi e degli indicatori e dei
parametri di valutazione, al fine di stabilire con sufficiente
adeguatezza se ed in che misura gli obiettivi prefissati sono stati
conseguiti e se l’itinerario di crescita e di formazione programmato
viene rispettato e conseguito.
La verifica,
ovviamente, avrà anche una sintesi valutativa che, sulla scorta dei dati
forniti dalle singole rilevazioni, potrà dire se la crescita della
personalità del minore in atto guadagna in atteggiamenti di fiducia in
se stesso, in capacità di autonomia, di responsabilità, di relazione
produttiva, in comportamenti che testimoniano riconquista o conquista di
equilibri personali e relazionali sconvolti dalle vicende traumatiche
attraversate, se ed in che misura si delinea la possibilità di rapporti
ricostruiti su nuove basi con i genitori o altre importanti figure
parentali, in collaborazione con i Servizi sociali. Nel caso una
verifica di tal genere concluda in maniera assolutamente positiva, si
potrà decidere:
- l’opportunità di un definitivo rientro
del minore in seno al nucleo familiare d’origine, accertato che esso
costituisce ormai un contesto sicuro per l’ulteriore sua crescita;
- oppure, in caso diverso, debba
percorrersi la strada dell’l’affido familiare o dell’adozione, previa
debita preparazione sia del minore che della famiglia che desideri e si
sia resa concretamente disponibile all’affidamento o all’adozione. |